Più l'uomo ha una percezione corretta di se stesso e maggiori saranno le sue possibilità di guarire da una malattia. In altre parole, trovando il senso fisiologico di quella malattia si avrà più possibilità di guarire.

Oggi l'uomo non sa cosa esso sia (sul "chi" sia non ci avventuriamo proprio). La scienza medica ha fatto una gran propaganda del concetto del dna, tanto che l'uomo medio oggi pensa che quasi tutto sia dna, quasi tutta la nostra vita e le nostre malattie siano scritte nel nostro codice genetico. Cosa succederebbe se sapesse che, in realtà, il genoma umano conta circa 30.000 geni, mentre quello del microbiota con cui passeggiamo insieme, ne conta più di 2 milioni?

Nemmeno è molto diffuso il dato che il numero di cellule umane sia molto inferiore (1) alla conta dei microorganismi simbionti. Questa  massa di batteri, virus e funghi (e chissà cos'altro) distribuito in ogni comparto anatomico, ha un peso complessivo più o meno pari a quello del fegato, il più pesante organo umano. Il dato di fatto forse più sconcertante però è che difficilmente, se si va da uno specialista per problemi intestinali, ci verrà raccontato che il nostro problema è di natura microbiologica.

Personalmente sono stato da diversi gastroenterologi, per disturbi digestivi e di natura dispeptica, ma nessuno si è mai preso la briga di rivelarmi questa semplice quanto sconvolgente verità: l'equilibrio del microbiota è il fondamento di una corretta digestione e più in generale della salute tout court.

Tanto per saltare un passaggio e dirne una: caseina e glutine sono proteine indigeribili se non fossero scomposte dalla flora intestinale. Ci dovremmo meravigliare poi delle intolleranze a glutine e latticini, se trattiamo male il nostro microbiota? Darò altri dati su cui sarebbe il caso si facessero le dovute riflessioni. L'intestino tenue non ha ricettori del dolore. Questa sconvolgente realtà dovrebbe far riflettere sul fatto che l'intestino tenue (con il suo microbiota) scarica su altri i suoi problemi. Il colon (intestino crasso) non può certo lavorare bene se gli arriva del cibo mal digerito dalla prima fase, non trovate? A sua volta lo stomaco, con ogni probabilità, soffrirà di un organo a valle "intasato". Il fegato sarà il primo bersaglio di un intestino permeabile, che lascia passare roba non scomposta come proteine intere e/o addirittura microorganismi completi nel torrente circolatorio. Da un intestino permeabile ci troveremo un fegato ingrossato, perche il fegato, per depurare il sangue dalle tossine, produrrà colesterolo in abbondanza e ci verrà detto che abbiamo una NASH (2) o il cosiddetto "fegato grasso". Cosa ci dicono invece? Tutt'altro, arrivando a dire che il problema sia di natura contraria, ovvero che è il fegato grasso (che a questo punto non se ne capirebbe la genesi) a produrre un intestino permeabile, e non invece una disbiosi da cui parte il tutto.

E' il male della medicina moderna, scambiare le cause con gli effetti o agire su un sintomo quando invece è un tentativo di soluzione che il corpo adotta, oppure pensare presuntuosamente che delle sostanze completamente sintetiche possano guarire ciò che è iniziato come un processo naturale.

Un mio caro amico ha problematiche depressive. Si è accorto che assumendo griffonia il suo umore migliora. Perché? Perché - mi dice lui - la griffonia è piena di triptofano, un amminoacido essenziale indispensabile per la sintesi della serotonina (per inciso la serotonina è il precursore della melatonina), noto "ormone della felicità". Purtroppo, nonostante glielo abbia spiegato, non riesce a fare il passo successivo, ovvero quello di cercare di capire perche sia carente di triptofano e si limita ad assumerne di più. Si è carenti di triptofano (è un amminoacido essenziale e come tale non può essere prodotto ma va assunto con la dieta), non perchè non se ne mangi abbastanza (è per nostra fortuna molto comune) ma perché viene decarbossilato (smontato) in altri composti. Esiste un test che misura i sottoprodotti della decarbossilazione del triptofano nelle urine (scatolo e indicano) che è usato come indicazione di disbiosi intestinale. Una "banale" (non lo è affatto, ma poi vedremo perché ) disbiosi è alla base di poca serotonina e quindi la base organica di stati depressivi e ansiosi (ovviamente ci sono anche cause squisitamente psicologiche ma sono legate a episodi ben individuabili).

Purtroppo il modo di ragionare del mio amico è quello di tutta la medicina occidentale: ti manca qualcosa? Te lo somministro io, non capendo che la nostra carenza non dipende da una dieta spesso identica a quella del mio vicino, perfettamente sano, ma che mangia le stesse cose.

Prendiamo il ferro come esempio. La carenza di ferro continua ad essere il maggiore disordine da deficit nutrizionale che affligge circa due miliardi di persone (3). La "soluzione" nei "protocolli" sono gli integratori di ferro, che non solo sono mal tollerati (o affatto), ma spesso aumentano di poco o niente i nostri livelli di ferro nel sangue. Perchè? Il ferro è uno dei componenti indispensabili del biofilm batterico. Il biofilm è una protezione che i batteri mettono in campo per sopravvivere dagli antibiotici, sostanze chimiche e in particolare dagli altri microorganismi. Purtroppo per noi non solo i batteri "buoni" (i cosi detti probiotici) si proteggono con questi biofilm (lo fanno in particolare i bifidi), ma anche i patogeni rubando il ferro dal cibo ingerito. Più siamo in disbiosi (ovvero in uno stato di squilibrio microbiologico della flora intestinale) e  più il nostro ferro, guarda caso, è basso ovvero più c'è disaccordo e "guerre" all'interno del microbiota e maggiormente saremo pieni di biofilm e carenti di ferro. Una somministrazione orale di ferro è tossica, aggraverà la nostra disbiosi e paradossalmente con essa la carenza di ferro.

Una soluzione al ferro ed emoglobina bassa (dovuta solitamente al ferro basso) è stata proposta (3) per le donne in gravidanza (perche solo per loro, dio solo lo sa).

Si somministra una glicoproteina del latte, la lattoferrina, che "ruba" ferro al biofilm batterico e lo lascia disponibile per il corpo, innalzando cosi i valori di ferro. Basta consultare la tabella IV pag 789 (3) e si vedono chiaramente i risultati dopo appena 30 giorni. Lo studio (del 2008) senza la visione microbiologica del problema ancora brancola nel buio riguardo ai meccanismi di azione della lattoferrina in questo contesto.

La disbiosi è una strategia che mette in campo l'organismo femminile ciclicamente per deprimere il sistema immunitario, in modo che non sia troppo efficiente in certi periodi, altrimenti rigetterebbe un eventuale feto. Le carenze di ferro e conseguentemente di emoglobina invece sono imputate alle mestruazioni, cosa di per se assurda visto che le carenze maggiori di ferro ed emoglobina (alle volte anche letali)  arrivano  in gravidanza quando le mestruazioni non ci sono proprio.

Nel 2007 la dottoressa Anjiu Usman ha presentato una teoria sulle implicazioni della produzione del biofilm da parte di ceppi resistenti di funghi e batteri nei pazienti ASD che hanno disbiosi persistenti al Think Tank del Defeat Autism Now (4).

Sì, avete capito bene, e non è la sola che mette in correlazione l'autismo con l'intestino: anche il ricercatore Paolo Mainardi è convinto della correlazione tra epilessia e disturbi intestinali, e nella sua ricerca si è imbattuto in un caso di autismo in cui ha avuto enormi miglioramenti lavorando sull'intestino (5) (non voglio nemmeno entrare in merito alla polemica sui vaccini, ma i presunti danni intestinali con ogni probabilità riguardano il microbiota e non i tessuti dell'intestino).
 
Dal protocollo della dottoressa Anjiu Usman a mio avviso si apre un ventaglio di possibilità veramente ampio. Le note resistenze che i batteri stanno sviluppando contro gli antibiotici sono state messe in correlazione con l'uso sempre più massiccio di antibiotici, che finiscono anche nella catena alimentare della carne di allevamento e quindi si assumono comunque piccole quantità dall'alimentazione (che in quest'ottica sono quelle più pericolose). Ma come fanno questi batteri a resistere agli antibiotici una volta efficaci? Mutano la loro struttura? Imparano? O semplicemente si creano una barriera(biofilm)? Stephen Harrod Buhner sostiene nel suo libro (6) l'imminenza del tramonto dell'era degli antibiotici di sintesi, e il ritorno agli antibiotici naturali (detti da lui comunemente "erbe amare").

Non posso sapere se Harrod Buhner abbia ragione, ma oltre ogni ragionevole dubbio il problema più grande degli antibiotici è che, non solo uccidono (forse) il batterio patogeno oggetto della terapia, ma uccidono anche i probiotici, impoverendo il microbiota non solo quantitativamente ma anche qualitativamente, riducendone la biodiversità (i famosi "antibiotici a largo spettro" sono delle vere e proprie bombe atomiche per microbi) a favore dei funghi. E' proprio il giusto rapporto di probiotici diversi tra loro che equilibra il resto del microbiota, inibendo la crescita di altri batteri e funghi. I Lactobacilli, per fare un esempio, producono nel loro ciclo vitale le "acidofiline", che sono un vero e proprio veleno per la candida e per altri microorganismi. Tra le altre cose le acidofiline danneggiano le cellule umane alterate (11), e quindi non si capisce il motivo per non usarle nei tumori, visto che sono sostanze a cui siamo ben abituati, al contrario delle chemio.

Gli antibiotici sono prodotti di funghi con i quali i miceti combattono gli altri microorganismi e si fanno spazio nel loro mondo (ovvero il corpo umano). Noi con gli antibiotici in pratica uccidiamo i primi difensori del nostro corpo da virus e funghi, e non è una bella idea.

Gli antibiotici naturali invece hanno come caratteristica generica comune quella di inibire certi microorganismi, ma di lasciare pressochè inalterata la flora probiotica. Unire l'idea di "smontare" il biofilm prima di una somministrazione di antibiotici naturali (il più possibile mirata al ceppo da colpire), è un idea veramente buona da prendere in considerazione per arrivare alla rimozione o comunque al controllo di un patogeno in maniera più sana, senza devastare il microbiota.

La terza fase descritta dalla dottoressa è anch'essa fondamentale, ovvero quella fase di depurazione che è necessaria dopo la morte cellulare dei patogeni che libera tossine in quantità. Si chiama reazione di Jarisch-Herxheimer (7) ed è particolarmente importante a seguito di terapie volte all'eliminazione della candida. Tramite il biochimico Walter Last sappiamo che la candida è la causa non solo della permeabilità intestinale, ma anche quella del cancro tramite il rilascio di acetaldeide. Sul cancro stendiamo un velo pietoso visto che gli interessi miliardari impediscono di trovare una cura anche se ci fosse (ormai se ne dovrebbe essere accorta anche la casalinga di Voghera), ma anche il semplice concetto di permeabilità intestinale è una cosa molto dura a entrare nei protocolli medici, che continuano a ignorare il problema arrivando a ipotizzare le cosiddette "malattie autoimmuni", vere e proprie "toppe" scientifiche messe per ignoranza di un fenomeno che ormai si sta, per fortuna, sempre più delineando.

Morbo di Chron e colite ulcerosa vengono curate efficacemente con l'alimentazione da biologi nutrizionisti come Shantih Coro (9)mentre negli ospedali ti vengono a raccontare che l'alimentazione non c'entra nulla , ma come potrebbe essere se la permeabilità e infiammazione è un problema microbiologico e non della solita genetica? (Altro "jolly" usato sovente dalla medicina ufficiale, insieme allo stress per "spiegare" un pò di tutto).

Si potrebbero ideare protocolli di cura dell'intestino a 4 fasi (1 attaccare biofilm, 2 fase antibiotica mirata, 3 fase depurativa, 4 ripopolamento con probiotici su misura e/o nutrimento flora esistente con prebiotici), buoni praticamente per qualunque evenienza, visto che l'intestino è il centro della nostra salute da cui partono processi riparatori e immunologici.

Ci sarebbero anche i virus batteriofagi detti "fagi" (12). Virus che attaccano selettivamente un batterio e uno solo causando lo sterminio di quel ceppo patogeno. Oppure i micovirus che lo fanno nei confronti dei miceti. Pensate per attimo che la causa del tumore sia veramente la candida, e che si riuscisse a sviluppare un micovirus (10) che attaccasse  la candida: una singola pasticca e avremmo finito di penare.

La cosa allucinante è che tutto ciò non è fantascienza, ma dati di fatto che la medicina ufficiale per la maggior parte ignora, sottovaluta o come in tanti e noti casi irride e perseguita.

Che ognuno studi per sè e si salvi da solo, perche qui stanno ancora a somministrarci gli inibitori di pompa protonica, uno dei farmaci più venduti al mondo ma anche più inutili e dannosi.

Federico Giovannini (Fefochip)

(1) Su questo dato ancora c'è disputa tuttavia nessuno mette in discussione che il numero di cellule umane sia inferiore al numero di  microorganismi presenti nel corpo.
(2) Steatosi epatica non alcolica.
(3) http://win.mnlpublimed.com/public/0817A04.pdf
(4) http://www.emergenzautismo.org/content/view/634/48/
(5) https://www.youtube.com/watch?v=mUzjGuzVtHw
(6)https://www.amazon.it/gp/product/888093354X/ref=oh_aui_detailpage_o08_s00?ie=UTF8&psc=1
(7) https://it.wikipedia.org/wiki/Reazione_di_Jarisch-Herxheimer
(8) http://www.labiolca.it/images/stories/docs/effe87.pdf
(9) http://www.shantihcoro.com/
(10) https://hal.archives-ouvertes.fr/hal-00589767/document
(11) http://www.lifeme.it/2016/01/candida-cause-metamedicina-ayuredia-autotest-rimedi-naturali.html
(12) http://www.forumsalute.it/nanoparticelle-fagiche-vettori-contro-il-cancro.html

Il cambio di stagione porta tutta una serie di malesseri e sintomi che per il resto dell'anno sono silenti o meno intensi. E' inutile negare il fenomeno perche è plateale e pacifico, il punto è capirne il perchè, quali sono le misteriose dinamiche che perturbano i nostri organismi, spesso in maniera anche acuta oltre che cronica.

Tanto per citare alcuni sintomi : depressione, turbe del sonno, ansia, gastrite, colite, raffreddore, influenza, afte, riniti stagionali, mal di testa e chi più ne ha più ne metta.

Il primo punto da focalizzare è che tutti questi sintomi possono essere imputati ad un intestino in disordine (infiammato o addirittura permeabile) e di conseguenza ad un microbiota in disbiosi.

La depressione è notoriamente legata alla serotonina. La corretta presenza di questo ormone  dipende dalla quantità di triptofano plasmatico disponibile, che è carente in caso di disbiosi. Le turbe del sonno sono date da mancanza di melatonina, il cui precursore è la serotonina.

L'ansia ha la sua scaturigine in una disbiosi, in quanto in una disbiosi si ha la decarbossilazione del triptofano e quindi una riduzione della captazione di quest'ultimo amminoacido essenziale avvantaggia quella del suo competitor, la tirosina, precursore di dopamina, noradrenalina e adrenalina, condizione responsabile dello stato ansioso.

La colite è una diretta conseguenza in quanto con una disbiosi del microbiota l'intestino non se la può certo passar bene, così come uno squilibrio della flora non aiuta certamente un colon irritabile. Se l'intestino soffre il nostro sistema immunitario si indebolisce, e quindi malattie da raffreddamento e tant'altro hanno facile gioco. I dolori cronici si possono riacutizzare in quanto un intestino disbiotico stenta a far partire completamente tutti i processi riparatori dell'organismo. Le afte e gli herpes si è osservato che si ripresentano con un calo delle difese immunitarie, che sono direttamente dipendenti da un buono stato di salute intestinale. Recenti studi hanno ottenuto ottimi risultati nella somministrazione di probiotici a soggetti con riniti allergiche stagionali. Esistono infatti in particolare varie evidenze che legano il microbiota intestinale alle risposte immunitarie normali e all’allergia.

Potremmo andare avanti cosi con tanti altri disturbi, ma a questo punto possiamo generalizzare dicendo che nel cambio di stagione si manifestano gli stessi sintomi di quelli scatenati da una disbiosi. Si potrebbe quindi arrivare ad affermare che il cambio di stagione è in relazione causale con la disbiosi.

Se tutto ciò è vero, abbiamo fatto un grosso passo avanti nella comprensione dell'impatto che hanno le stagioni sul nostro organismo.

Ma a questo punto si apre una grossa domanda: perche accade questa disbiosi "generalizzata"? Con quali meccanismi il cambio di stagione influenza l'equilibrio del nostro microbiota?

Possiamo affermare con una certa sicurezza che quello che muta macroscopicamente nei cambi di stagione sono le temperature (magari anche altri macrofattori come l'umidità ). Si passa dal caldo al freddo e viceversa.

Tuttavia l'uomo difende il suo microbiota  da queste cambi di temperature con i vestiti, le abitazioni climatizzate, e in primis con il metabolismo che regola la temperatura sempre a 37 gradi, di fatto stabilizzando il "clima" del microbiota.

Tuttavia senza ombra di dubbio il mondo microbiologico dell'ambiente viene cambiato dalle stagioni e a seconda delle temperature più o meno alte si inibiscono certi ceppi microbici a favore di altri. La natura fa il suo corso e chissà quante centinaia di migliaia di tipi di microorganismi si attivano e si inattivano insieme alle piante, agli insetti e ai parassiti vari.

Da qui allora può partire un' ipotesi di lavoro, ovvero che in realtà ciò che perturba il nostro microbiota non è tanto la temperatura esterna in maniera diretta o un non ben identificato fattore naturale ciclico, ma il è mondo microbiologico dell'ambiente in cui siamo, che cambiando radicalmente ha un effetto inevitabile sul microbiota interno degli esseri viventi: più intenso è il cambiamento e altrettanto intenso non può che essere l'impatto su di noi.

I microbi dell'ambiente infatti non solo vengono a contatto con la nostra epidermide e li respiriamo con l'aria, ma soprattutto li ingeriamo!

Le gastriti stagionali potrebbero benissimo essere il risultato di un tentativo sensato da parte dell'organismo di proteggere il microbiota intestinale, aumentando le secrezioni acide per sterilizzare i cibi prima del transito intestinale, in modo da proteggere la nostra flora da un cambiamento repentino a causa di nuovi microorganismi ingeriti (e magari più numerosi).

Ovviamente solo chi ha uno stomaco "in bilico" lamenterà gastrite. Il muco nasale nelle riniti stagionali potrebbe essere sempre una difesa nella stessa ottica. In realtà questo processo potrebbe tranquillamente essere innescato dal microbiota stesso per autodifesa stimolando l'ospite (l'uomo), ma il risultato non cambia. E' noto che le gastriti stagionali si presentano con più frequenza andando verso il caldo, ovvero quando le temperature ambientali consentono una vita microbiologica nell'ambiente più intensa, il che si traduce in un incremento numerico dell' aggressione dall'esterno al nostro microbiota che viene difeso in questa situazione da una maggiore secrezione acida dello stomaco.

E' un pò come se degli abitanti di una città decidessero di chiudere le porte per limitare i problemi dovuti ad un immigrazione troppo veloce e selvaggia. Uno straniero si accetta di buon grado, troppi tutti insieme creano dei disagi alla popolazione (disbiosi appunto) e ci vuole tempo per ristabilire un equilibrio (eubiosi).

Se tutto ciò è vero, una risposta medica corretta non può essere certo quella di ridurre le secrezioni acide dello stomaco con inibitori di pompa protonica (tra l'altro si è scoperto che gli IPP provocano  SIBO[1]), ma l'unica risposta sensata sarebbe quella del rinforzo della flora intestinale con dei prebiotici (per i probiotici seguirà articolo a parte), e magari con l'aiuto di sostanze che stimolino la secrezione di muco gastrico (perchè non si è creato un farmaco in tal senso?), proteggendo lo stomaco stesso dall'acidità senza inibirla [2].

Purtroppo siamo abituati ad una medicina che invece di indagare i meccanismi fisiologici per  accompagnarli e assecondarli, si limita ad agire sulla sintomatologia (che invece porta con se un preciso messaggio da parte del corpo che va interpretato), strattonando il corpo con sostanze artificiali che danno sollievo da una parte, ma innescando tutta una serie di problemi collaterali dall'altra spesso peggiori del sintomo di partenza.

Non credete che i batteri ambientali possano innescare problemi di questo tipo? Pensate per un attimo alle dissenterie che colpiscono il viaggiatore occidentale che si reca in un paese del terzo mondo: lì il fenomeno è eclatante (in particolare andando in paesi caldi), oppure al fenomeno meno intenso di costipazione dello stesso viaggiatore, che è l'altra faccia della medaglia.

Il vero problema è che il nostro microbiota è sempre più povero, con sempre meno famiglie batteriche, mentre un intestino in perfetta salute - ovvero in grado di reggere qualunque impatto con i microbi esterni - è un intestino che possiede all'interno di se la più alta quantità di ceppi batterici diversificati e in equilibrio (eubiosi), un intestino insomma che contiene un "quarto organo" dell'apparato digerente sano e in forma, in grado di elaborare qualsiasi alimento.

[1] https://www.simg.it/documenti/rivista/2013/01_2013/7.pdf
[2] Diversi studi hanno dimostrato un azione protettrice dello zenzero nei confronti delle pareti dello stomaco.

Federico Giovannini

Tutti, più o meno, stanno girando intorno al concetto che l'intestino è la causa di tante patologie e intorno al concetto di equilibrio della flora intestinale, ma mai come oggi ci sono studiosi che collocano questa moltitudine di microorganismi che ci portiamo dietro al centro di studi ed interessi veramente fondamentali.

Un essere umano si porta con sé miliardi di batteri diffusi su pelle, bocca, cavità uro/genitale, vie respiratorie e, naturalmente, intestino.

La percezione comune di questi esserini è quella che se si sta male con un pò di diarrea o si deve prendere un antibiotico allora è il caso di assumere dei "fermenti lattici" e tutto si aggiusta.

Niente è più lontano da questa visione così banale e semplicistica che invece è stata cosi efficacemente descritta dal Prof. Antonio Gasbarrini. (1)

Focalizzandoci sul microbiota intestinale, che è la parola che oggi descrive meglio quella comunità incredibilmente varia di batteri, funghi, virus e quant'altro che vive dentro il nostro intestino, possiamo oggi considerare che già dallo sviluppo natale (e forse anche prenatale) fino ai 5-7 anni si ha una continua evoluzione delle funzioni del nostro intestino, sede della maggior parte delle difese immunitarie del nostro meta-organismo. Malattie come Depressione, Epilessia, Alzheimer, Parkinson, Sclerosi multipla, SLA (2), solo per citarne alcune, sono messe in relazione diretta a malfunzionamenti dell'intestino, ma in particolare del microbiota.

Ma la salute del nostro intestino è in diretta dipendenza da una massa di circa 1Kg di questi batteri (virus e miceti), vero e proprio organo nell'organo - mai considerato tale - ma di importanza vitale per i nostri processi bio-chimici.

Tanto per andare sul pratico, si è arrivati a pianificare un protocollo per trattare l'epilessia con dei pre-biotici e una dieta antinfiammatoria che sta dando dei risultati molto promettenti.

Il ricercatore Dr. Paolo Mainardi (3) spiega come la alfa-lattoalbumina (una sieroproteina del latte materno) possa far aumentare non tanto  la circolazione di triptofano nel sangue quanto quello che arriva al cervello e quindi la produzione di serotonina (e melatonina), di cui il triptofano è l'amminoacido precursore, dal quale dipende l'equilibrio umorale e anche l'epilessia.

Mainardi sostiene (e non solo lui ormai) che ciò che è importante è l'asse cervello-intestino: un sistema che è qualcosa di più della mera giustapposizione delle parti(4). Trapianti di microbiota di cavie normopeso  in   topi grassi li fanno dimagrire e viceversa, e cosi avviene per altre patologie. Il cervello influenza l'intestino (ed è noto da tempo che gli stati d'animo lo fanno) e l'intestino fa altrettanto in un rapporto biunivoco che apre uno spazio scientifico al famigerato "effetto placebo"come mai prima.

Gli scenari che si profilano davanti a noi sono incredibili. E' l'alba di una nuova era per la ricerca e forse per l'uomo a 360 gradi.

Pensiamo al fungo Ophiocordyceps unilateralis (5). Questo fungo sa di fantascientifico perché possiede un’intelligenza come minimo chimica. Fa mutare il comportamento delle formiche a suo vantaggio trasformandole in "formiche zombie". Se un fungo riesce addirittura a schiavizzare delle formiche  è cosi strano pensare che una colonia di miliardi di microorganismi che risale a miliardi di anni fa non possa influenzare i nostri gusti alimentari per spingerci verso una dieta favorevole alla loro sopravvivenza? Potrebbero anche determinare la nostra simpatia verso il caldo o il freddo perché sicuramente è un altro parametro da cui dipende la loro vita. Ci sono addirittura dei nostri pensieri che in realtà non sono letteralmente "nostri"? O forse dovremmo rivedere il concetto di essere umano?

Sappiamo che la fisica quantistica si occupa dell'infinitamente piccolo. Ma qui siamo di fronte a miliardi di esseri infinitamente piccoli dove anche forze infinitamente piccole potrebbero fare la differenza perche la loro "infinita" sommatoria dà gli effetti tangibili di cui abbiamo parlato.  Le mani del guaritore imposte sulla pancia del paziente a un tratto hanno un senso? I campi bioenergetici, di cui medicina e fisica non si sono mai più di tanto curati (se non negata l'esistenza), potrebbero diventare fondamentali?

Per tornare con i piedi per terra dobbiamo ricordarci che abbiamo pochissimi mezzi farmaco-scientifici per modulare il nostro microbiota. La gran parte dei probiotici sono inefficaci in quanto sono solo uno o pochi ceppi batterici a fronte dei migliaia di tipi che ci colonizzano. Gli antibiotici sono delle bombe che tiriamo sopra queste comunità spesso in maniera troppo superficiale rischiando di fare più male che bene in quanto sappiamo pochissimo delle specie "buone" e di quelle "cattive", di dove devono stare (lungo l'intestino) , di cosa si nutrono esattamente e delle loro funzioni. Forse sarebbe ora di considerare che l’Uomo non è solo nel suo universo ma che il concetto stesso di "essere solo" è falso. Noi siamo il loro ambiente  ma - a nostra volta ed insieme a loro - facciamo tutti parte di un altro ambiente più grande dove tuttavia le leggi sono le stesse. Forse dovremmo provare  a raccogliere la sfida di questo universo a matrioska il cui "segreto" non è quello di contare troppo o troppo poco ma di trovare la giusta collocazione, il giusto incastro, il giusto equilibrio tra le parti perche come  la nostra salute passa per l'armonia di miliardi  di microorganismi quella del pianeta passa per l'armonia  di tutto il vivente.

Federico Giovannini (Fefochip)

(1) https://www.youtube.com/watch?v=9dVEsP8DT7M
(2) http://www.gutbrainaxis.org/patologie.html
(3) https://www.youtube.com/watch?v=tlTWtE0qhgE&list=PLvFMlxX4j7b9Tsix6HP58Lqj_bAqfjgHs
(4) http://www.amazon.it/gp/product/8867351524?psc=1&redirect=true&ref_=oh_aui_detailpage_o00_s00
(5) http://www.nationalgeographic.it/natura/2011/03/04/foto/formiche_zombi_con_il_fungo_killer-198426/1/

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